Pevero Health Trail – Attraverso la macchia mediterranea della Costa Smeralda fino alla cima di Monte Zoppu
Piccole calette dove fare il bagno, rocce di granito dalle forme insolite e una cima con un ampio panorama sul mare: questo percorso ad anello svela il lato selvaggio e solitario della mondana Costa Smeralda. Dal celebre Hotel Romazzino si attraversa la macchia profumata per salire sul Monte Zoppu, tornando poi al punto di partenza passando per la Spiaggia del Cervo. Gli attrezzi ginnici lungo il sentiero, in fondo, non servono: le ripide salite e discese bastano da sole a tenersi in movimento!
Il Pevero Health Trail permette di scoprire il lato selvaggio della Costa Smeralda: circa 13 chilometri di sentieri nella macchia profumata collegano calette, stazioni fitness e testimonianze dell’antica vita contadina. La rete di sentieri è segnalata. Proponiamo la variante con la salita al Monte Zoppu, che regala un ampio panorama sulla costa e sul mare.
Il Pevero Health Trail permette di scoprire il lato selvaggio della Costa Smeralda: circa 13 chilometri di sentieri nella macchia profumata collegano calette, stazioni fitness e testimonianze dell’antica vita contadina. La rete di sentieri è segnalata. Proponiamo la variante con la salita al Monte Zoppu, che regala un ampio panorama sulla costa e sul mare.
Il punto di partenza è il parcheggio subito dietro il lussuoso Hotel Romazzino, dove sono disponibili diversi posti auto gratuiti. Da qui parte un sentiero polveroso su fondo granitico che attraversa la macchia in direzione di Poltu Liccia. Tra le rocce si nascondono deliziose spiaggette appartate. Bastano pochi passi in discesa per raggiungere l’acqua e fare un bagno con vista sugli yacht all’ancora. Chi preferisce guadagnarsi un tuffo rinfrescante può lasciare la sosta al mare per il ritorno.
Il sentiero scende dapprima ripido in una piccola valle, per poi risalire subito sul versante opposto. Lungo il percorso incontriamo diverse stazioni del Pevero Health Trail, un percorso fitness con attrezzi in condizioni più o meno buone. I tratti più belli, però, sono proprio quelli tra una stazione e l’altra: corbezzoli, lentischi, rosmarino e cisti costeggiano il sentiero. Tra la vegetazione spuntano massi di granito chiaro, modellati dalle intemperie in forme insolite.
A un bivio, indicato come “Ginestra” sulla mappa all’ingresso del Pevero Health Trail, si va a sinistra verso Romazzino e a destra verso il Monte Zoppu. Teniamo la destra: da qui la salita si fa ripida! Questo sentiero non compare sulla mappa ufficiale, ma i cartelli riportano l’indicazione “FONTE P.TA MT. ZOPPU”. Superata un’antica sorgente, il percorso prosegue in salita con alcuni passaggi in cui occorre aiutarsi con le mani.
A un bivio, indicato come “Ginestra” sulla mappa all’ingresso del Pevero Health Trail, si va a sinistra verso Romazzino e a destra verso il Monte Zoppu. Teniamo la destra: da qui la salita si fa ripida! Questo sentiero non compare sulla mappa ufficiale, ma i cartelli riportano l’indicazione “FONTE P.TA MT. ZOPPU”. Superata un’antica sorgente, il percorso prosegue in salita con alcuni passaggi in cui occorre aiutarsi con le mani.

La salita al Monte Zoppu si fa sentire. Per affrontare il ripido sentiero servono scarpe adatte e un po’ di allenamento. Una volta in cima, vale la pena concedersi una lunga pausa per riprendere fiato: sotto di noi si aprono le baie e le colline della Costa Smeralda. Lo sguardo abbraccia Porto Cervo e la spiaggia del Pevero, spingendosi verso sud fino a Capo Figari, al golfo di Olbia e all’inconfondibile profilo roccioso dell’isola di Tavolara.
Anche la discesa richiede attenzione. In alcuni tratti, paletti biancorossi indicano la direzione, ma non sempre è subito chiaro dove prosegua il sentiero. Oltre a un passo sicuro, serve anche un po’ di senso dell’orientamento.
Anche la discesa richiede attenzione. In alcuni tratti, paletti biancorossi indicano la direzione, ma non sempre è subito chiaro dove prosegua il sentiero. Oltre a un passo sicuro, serve anche un po’ di senso dell’orientamento.
Una discesa con vista: tra ginepri, corbezzoli e lentischi, il sentiero scende ripido verso la costa. A intervalli, paletti biancorossi indicano la direzione. Mirto e cisti crescono tra rocce di granito dalle forme bizzarre, su questo lato selvaggio della Costa Smeralda. Al largo, barche e yacht aggirano la penisola di Porto Cervo e proseguono lungo le baie di Romazzino, Liscia Ruia e Razza di Juncu fino a Porto Rotondo, alla ricerca di una caletta solitaria.
Qui vive la lucertola di Bedriaga, endemica della Sardegna e della Corsica; sono state avvistate anche martore e gatti selvatici. Durante la discesa si aprono scorci sempre nuovi sulle baie e sulle isole vicine alla costa. Per gli appassionati di social c’è un apposito Instagram Point in legno: il mare e la macchia fanno da sfondo alla prossima foto delle vacanze.
Qui vive la lucertola di Bedriaga, endemica della Sardegna e della Corsica; sono state avvistate anche martore e gatti selvatici. Durante la discesa si aprono scorci sempre nuovi sulle baie e sulle isole vicine alla costa. Per gli appassionati di social c’è un apposito Instagram Point in legno: il mare e la macchia fanno da sfondo alla prossima foto delle vacanze.

Attraversando la fitta macchia e passando tra formazioni granitiche dalle forme bizzarre, proseguiamo verso la Spiaggia del Cervo. La baia è utilizzata come spiaggia dall’omonimo hotel di lusso. I suoi ospiti arrivano con una barca navetta; noi ce la siamo raggiunta a piedi. Il bar è riservato agli ospiti dell’hotel: per la pausa durante l’escursione, quindi, è bene avere nello zaino acqua a sufficienza e qualcosa da mangiare.
Prima o poi è ora di tornare, e il rientro è piuttosto tranquillo. Dalla Spiaggia del Cervo, una comoda strada sterrata riporta verso Cala Liccia e Romazzino. Chi ha voglia di una breve deviazione può seguire l’indicazione per lo “Stazzu”. Questa antica casa rurale in granito, costruita nello stile tradizionale gallurese, ricorda un’epoca in cui qui vivevano pastori e contadini e il lusso della Costa Smeralda era ancora lontano.
Anche intorno ad Arzachena, le semplici case di granito raccontano ancora quel mondo: allevamento, piccoli appezzamenti coltivati e duro lavoro scandivano la vita quotidiana. Tra muretti a secco e macchia, quella realtà resta sorprendentemente vicina al jet set. Un contrasto interessante con gli yacht al largo, le discoteche dove sorseggiare un aperitivo con vista e i ristoranti esclusivi della “Costa”.
Al ritorno passiamo di nuovo da Cala Liccia. È il momento giusto per togliersi le scarpe da trekking e cercare un posto vicino all’acqua, tra le rocce. Dopo il ripido sentiero verso la cima, anche un secondo bagno ci sta proprio bene! Riprendiamo poi il percorso dell’andata fino al parcheggio dietro l’Hotel Romazzino.
Anche intorno ad Arzachena, le semplici case di granito raccontano ancora quel mondo: allevamento, piccoli appezzamenti coltivati e duro lavoro scandivano la vita quotidiana. Tra muretti a secco e macchia, quella realtà resta sorprendentemente vicina al jet set. Un contrasto interessante con gli yacht al largo, le discoteche dove sorseggiare un aperitivo con vista e i ristoranti esclusivi della “Costa”.
Al ritorno passiamo di nuovo da Cala Liccia. È il momento giusto per togliersi le scarpe da trekking e cercare un posto vicino all’acqua, tra le rocce. Dopo il ripido sentiero verso la cima, anche un secondo bagno ci sta proprio bene! Riprendiamo poi il percorso dell’andata fino al parcheggio dietro l’Hotel Romazzino.

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Timo
Sardinia4all
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